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Lamborghini Centenario – Un vero toro italiano (?) – A true italian bull (?)

È da molto che ci penso e più passa il tempo più me ne convinco.

Di un prodotto non si va a guardare solo la mera funzionalità ma una miriade di altri fattori che vanno ad incidere sulla decisione d’acquisto da parte del potenziale cliente. Quanto costa? Come si usa? È affidabile? Chi lo produce? Chi ci guadagna? e ancora, ancora, ancora…
Questo vale praticamente per tutto: non esiste prodotto senza la sua alternativa creata dalla concorrenza. Magari può esserci un prodotto leader ma l’alternativa ci sarà sempre. Per fortuna.

Il fatto più interessante, però, è che non contano solo le caratteristiche tecniche, quelle di cui una mente analitica terrebbe conto senza porsi altri quesiti. Esistono valori aggiunti di brand, personali ed emozionali.

Per farvi un esempio, è un po’ come il concetto espresso con l’articolo sul Motorvillage di Arese che potete leggere qui >>> http://www.dindoo.it/ccba/wordpress/?p=1631

Per farvi un altro esempio, è un po’ come quello che sta succedendo in casa Alfa. Se ne parla ININTERROTTAMENTE da ben prima del 24 giugno 2015 (pre-presentazione di Giulia Quadrifoglio), senza sosta. A tratti è sfiancante. Non si sa come, escono notizie anche quando non ci sono. Non si sa perché, ma anche testate giornalistiche di rilievo inventano rumors (che poi… “inventare rumors” può dare una bella idea della serietà di chi scrive).

Mi domando: se Alfa fosse stata acquisita da Ford o da Volkswagen (come del resto sarebbe potuto accadere) per poi diventare, di fatto, un marchio Americano o tedesco, la sua “rinascita” avrebbe fatto lo stesso scalpore in Italia? Non credo.
Vorrebbe dire togliere il valore aggiunto del luogo in cui quel marchio ha preso i natali, ha scritto la sua storia, ha sviluppato il suo know-how. Alfa Romeo diventerebbe solo uno stemma. Certo, nulla toglie che se ne potrebbe tracciare una storia nuova, MAGARI anche più bella e coinvolgente. Però per far succedere questo ci vuole molto tempo. Molto.

Inoltre l’italiano perderebbe l’orgoglio, e il merito, di possedere un vanto motoristico nel proprio paese. E a nessuno piace perdere.

Lo stesso ragionamento lo rielaboro per Lamborghini: auto bellissime e velocissime che tuttora sovrastano le pareti delle camerette dei ragazzini in formato poster (tanto tempo fa, al ritorno dal motor show, non mi bastava un muro).
Quest’anno a Ginevra c’è una grossa novità per il marchio del Toro: si chiama Lamborghini Centenario ed è un nuovo modello in edizione super limitata. Facciamo parlare le cifre:

– Motore V12 aspirato
– Potenza 770 CV
– Rapporto peso/potenza 1,97 kg/CV
– Velocità massima oltre i 350 km/h
– Accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2,8 secondi

Prodotta in soli 40 esemplari (di questi 20 a tetto scoperto) per cui affrettat… già vendute. Per più di due milioni di euro l’una.
Supersportiva estrema! Ed è anche molto, MOLTO bella da guardare.
Però sui social italiani non se n’è parlato molto. O meglio se n’è parlato ma non come, ad esempio, la nuova Ferrari GTC4Lusso (nonostante le ferrari a quattro posti non siano mai state considerate come il resto della gamma).

Scommetto quel che volete che se un progetto del genere fosse stato presentato da Ferrari avrebbe fatto molto più scalpore.
Perché il cavallino è ancora italiano.
Il toro no.

È normale. In tutti noi c’è una vena patriottica, il richiamo alla propria terra, al luogo natio, alla famiglia d’origine, alle proprie radici. E quanto mi piace fare ‘sti elenchi: potrei continuare per ore, minuti, anni, lustri, giornate, settimane. Appunto.
Il toro è tedesco, ormai lo è da un po’, più precisamente dal debutto della Murcielago. Di questo siamo stati tutti dispiaciuti, anche perché non siamo stati capaci di difendere qualcosa di nostro. Posso farvi leggere un altro mio articolo in questione? >>> http://www.dindoo.it/ccba/wordpress/?p=1454

Ora che non lo è più ne riconosciamo comunque il merito per i nuovi prodotti nati (d’altronde la qualità è cosa innegabile) ma consideriamo Lamborghini come un marchio straniero e nulla più.

Un marchio straniero che però è rimasto in Italia.

All’estero piacciono i cavalli italiani. E sempre all’estero il passaggio di proprietà non è risuonato come qui da noi.
Ricordate il valore aggiunto? Sarebbe da pazzi spostare anche il luogo di produzione delle vetture: in questo modo il marchio perderebbe notevolmente il suo valore storico e non. Tanto varrebbe ricreare un marchio da zero. Pagani avrebbe potuto scegliere qualsiasi altra sede per produrre i suoi capolavori e invece no: ha scelto la motor valley. Non credo sia un caso.

Mi piange ancora il cuore quando sento parlare di Lamborghini.
Un pezzo d’Italia trascurato.
È così che si perdono gli amori.
____________________ENGLISH VERSION____________________

The more I think, the more time passes the more I am convinced.

For a product you do not look only the functionality but a myriad of other factors that affect the purchase decision of the customer. How much? How do you use it? It is reliable? Who produces it? Who benefits? and more, more, more…
This is worth for practically everything: there is no product without its alternative created by competition. Maybe there can be a product leader but the alternative we will always be. Luckily.

The most interesting fact, however, is that it is not only about the technical characteristics, those referred to an analytical mind would take into account without asking other questions. There are brand, personal and emotional added values.

To give you an example, is a bit as the concept expressed in the article on Motorvillage Arese you can read here >>> http://www.dindoo.it/ccba/wordpress/?p=1631

To give you another example, is a bit like what’s going on at Alfa Romeo. Talk about it UNINTERRUPTED long before 24 June 2015 (pre-presentation of Giulia Quadrifoglio), and on. At times it is exhausting. No one knows why, but also important newspapers invent rumors (“invent rumors” can give a good idea of the seriousness of the writer).

I ask myself if Alfa had been acquired by the Ford or Volkswagen (as indeed it could happen) then become, in fact, an American or German brand, its “renaissance” would do the same sensation in Italy? Don’t think so.
Would be to remove the added value of the place where the brand has taken birth, wrote his story, developed its know-how. Alfa Romeo would become only a badge. Of course, nothing remains that they could draw a new story, MAYBE even more beautiful and engaging. But to make this happen it takes a long time. Very long time.

In addition, the Italian would lose the pride, and the credit of owning a motorsport glory in their own country. And nobody likes to lose.

I rework the same reasoning for Lamborghini: beautiful and fast cars that still dominate the kid’s room walls in poster-size (so long ago, on returning from the motor show, was not enough a wall for me).
There is a big news for the Toro’s brand this year in Geneva: is called Lamborghini Centenario and it’s a new model in super limited edition. Let’s talk about the specs:

– Aspirated V12 engine
– Power 770 hp
– Power/weight ratio 1.97 kg/hp
– Maximum speed over 350 km/h
– Acceleration from 0 to 100 km/h in just 2.8 seconds

Produced in only 40 specimens (20 of this are spider) so hurryu… already sold. For more than two million euro each.
Extremely sporty! And it’s also very, VERY beautiful to watch.
However, in the italian socials it wasn’t very discussed. Or better it was discussed but not as, for example, the new Ferrari GTC4Lusso (despite all the Ferrari with four sit have never been considered as the rest of the range).

Produced in only 40 specimens (of these 20 open-top) so affrettat … already sold. For more than two million euro each.
extremely super sports! And it is also very, VERY beautiful to watch.
But the Italian sites has not really talked much. Or better it was discussed but not as, for example, the new Ferrari GTC4Lusso (despite ferrari four places have never been considered as the rest of the range).

I bet whatever you want that if such a project was presented by Ferrari would do much success.
Because the horse is still Italian.
The bull not.

It’s normal. In all of us there is a patriotic vein, the call to our land, the birthplace, the birth family, the call to our roots.
The bull is German, since a bit, more precisely from the debut of the Murcielago. Of this we were all disappointed, because we were not able to defend something of ourselves. Can I invite you to read my other article in question? >>> http://www.dindoo.it/ccba/wordpress/?p=1454

Now that it is no longer we howevere attribute the merit for new products created (after all the quality is undeniable thing) but we consider Lamborghini as a foreign brand and nothing more.

A foreign brand that remained in Italy.

Abroad like the Italian horses. And always abroad the transfer of ownership is not resonated as here.
Remember the added value? It would be crazy to move the place of cars production: in this way the brand would lose much of its historical value. It might as well create a brand from scratch. Pagani could have chosen any other place to produce his masterpieces but no: he chose the Motor Valley. I don’t think it’s a coincidence.

My heart still cry when I hear about Lamborghini.
A piece of Italy overlooked.
That’s how you lose your loves.

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SimonDannyPettinella

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