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La zappa sui piedi (nudi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Pizza, chitarra, mantolino, italiano sempre fare casino.”

Questo era ciò che strillavo con accento tedesco per le vie di Francoforte ed Heidelberg, due anni fa, in vacanza.
Non me lo sono inventato per cominciare l’articolo con una battuta, lo facevo veramente per far ridere i miei amici.
Quando poi un’anziana tedesca all’improvviso mi venne vicino e mi disse qualcosa come: “mamma, caffé, focaccia” schiattammo dalle risate.
Quest’ultima parte è inventata.
E’ il mio articolo e faccio quello che voglio. Gne.

Mi è sempre piaciuto fare ironia sugli stereotipi, ma credendo fermamente che questi ultimi siano solo da vedere come quadri di espressioni ormai perdute (italiano mangiaspaghetti, tedesco bevebirra, portoricani con la vista laser…) e che non ci appartengono più, aprendoci ad una visione più espansiva ed estroversa verso nuove culture, nuovi pensieri… nuovi immaginari!

Immaginari, appunto… mi piace immaginare!

Perché non è affatto così!
La stragrande maggior parte delle volte ci si sofferma sempre su ragionamenti fatti e rifatti senza mai apportare elementi in più, modificare qualcosa, dimostrare spirito d’osservazione.

Un esempio preso dalla quotidianità?

Sotto casa mia c’è un negozio cinese. I pareri (popolari) su tutto ciò che ruota attorno a questo negozio sono frasi tipo:
– “lì costa poco ed è tutto di bassa qualità… ma alla fine CHE FA”
– “ci trovi di tutto ma chissà da dove viene quella roba”
– “questi cinesi stanno facendo fallire tutti”

E’, insomma, un andirivieni (non scrivevo questa parola dal ’98) di pensieri che danno sia positività che negatività, con un piatto della bilancia un po’ più abbassato verso quest’ultimo elemento.

Non ci sono mai pareri od osservazioni nuove come:
– “avete visto? Il cinese pulisce il marciapiede davanti il negozio con la scopa pure se non gli tocca”
– “Anche se il simbolo CE è contraffatto nessuno dice nulla, strano”

E così via… adesso non ho voglia di fare frasi sul negozio cinese che ho sotto casa!!!
E’ il mio articolo e faccio quello che voglio. Gne gne.

Torniamo all’automotive.

Audi A3 ha riportato un incremento di vendite del +47%
Ora, dire +47% non vuol dire nulla. Quali dati si stanno mettendo a confronto? O meglio, quali mercati si stanno confrontando con questo valore?

Vi rispondo subito: un mercato!
Quello italiano.
C’è solo una differenza temporale: si valuta il primo semestre dell’anno in corso contro gli ultimi sei mesi del 2013.

+47%.
Io… veramente, m’è preso un blocco intestinale quando lessi l’articolo di quel “giornale” che si fa chiamare Quattroruote. (dovrebbe chiamarsi più qualcosa come Quattroschioppettate. Almeno uno sa che compra un catorcio di giornale)
+47%.

Audi A3: una berlina due volumi dalla buona abitabilità, dalla ampia gamma di motorizzazioni, e con una solida base di qualità tedesca.

La qualità tedesca.

La stessa qualità tedesca che è presente sulla Volkswagen Golf: una berlina due volumi dalla buona abitabilità, dalla ampia gamma di motorizzazioni e dal grande altruismo dimostrato nel prestare quasi tutti i suoi componenti alla caccA3 di cui prima.

Che c’è? Ho sbagliato a scrivere? No tranquilli…

Non capisco come faccia un’auto come l’Audi A3 a fare margini di profitto così elevati in Italia, che è (ma a quanto pare più probabilmente ERA) la patria del design, del buon gusto, dell’eleganza, della sportività ma soprattutto, della ORIGINALITA’! Elemento totalmente mancante al gruppo Volkswagen in generale (anche la Lambo ha perso originalità dopo l’acquisizione Tedesca) e che neanche il miracolo vivente De Silva (uomo che cominciò la sua carriera al Centro Stile Fiat, sigh!) è riuscito ad inserire: buoni risultati ci sono stati solo con l’A5 e la Leòn. STOP.

Nuova Passat? Bellissima quanto anonima.
A7? Una A5 allungata con una coda ripresa alle A6 del passato (recente per’altro)
A8? Ah, non era una A6 quella appena passata? Era una A8? Scusa, sai com’è…
La nuova TT? Hanno aggiornato photoshop.
E così via…

E nonostante ciò… VENDE!

Ora, voglio essere razionale.
Sappiamo tutti che la Golf è una macchina vendutissima in tante parti del globo.
In italia poi è la regina delle medie in termini di vendita: 21.248 unità nel primo semestre (settimo posto in classifica).
Ma questo dato si realizza in base a cosa? Semplice:
– ottima abitabilità
– motorizzazioni poco inquinanti e dai bassi consumi, nonché disponibili in diverse taglie di potenza
– prezzo contenuto
– un marchio che non è “premium” ma che comunque non verrà mai bistrattato
– buona affidabilità
– una linea piacente

Ecco mi soffermo su quest’ultimo fattore: una linea piacente.
Ma cosa intendo con piacente? Breve analisi anche qui:
– DIZIONARI CORRIERE: Riferito a persona, che piace; che, anche se non più bello e giovane, esercita ancora un certo fascino [nel quotidiano si riduce a frasi come: “oh però ti mantieni bene” oppure “ci si può accontentare” oppure “male non è”]
– GARZANTI LINGUISTICA: che piace; si dice specialmente di persona attraente anche se non molto bella o non più giovane [ci si può accontentare]
– HOEPLI e REPUBBLICA: Di persona attraente, anche se non bella [ma dai sù, non è male]

Tutto questo, per quanto riguarda una Golf, è ok.
Non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Tutte quelle cose ad un prezzo contenuto da qualche altra parte dovrai pure pagarle!

Ma una A3? Perché gli italiani hanno deciso di indirizzare la loro scelta con tutto il loro portafoglio (di discreta disponibilità, visto il marchio in oggetto) verso quest’altra auto del gruppo Volkswagen?

Premessa: se ci sono nostalgici, bigotti, ciechi, cocciuti o semplicemente idioti che fanno ragionamenti come: “la tua alfa non è un’alfa ma è una Alfiat”, “la mercedes vale quasi quanto una dacia”, “Tu sei un AUDIota”, “Hai comprato Jaguar? Ah, bella indianata!”, vi trovate davanti a due scelte: continuare a leggere (nella speranza di capire qualcosa in più) o tornare nel guscio d’ignoranza e mentalità chiusa che fa da scudo protettivo alla vostra ottusaggine (e mi so’ tenuto calmo).

Componiamo una analisi come quella di prima, veloce e generale:
– abitabilità sufficiente (avendo un taglio più sportivo dietro si è un pochino più stretti, normale)
– motorizzazioni poco inquinanti e dai bassi consumi, disponibili in numerose taglie di potenza
– prezzo da “cane senza guinzaglio”
– marchio premium
– buona affidabilità
– Tema di italiano. Voto 4: un sacco di elementi in comune col compagno di banco. Sarà un caso?

Mi soffermerei stavolta su due fattori in particolare:
1) marchio PREMIUM

Da che mondo è mondo si sa che quando si pronuncia il nome Audi anche chi è meno preso dal mondo delle auto rimane un pelo entusiasta: “Sai, si è fatto l’Audi…”, “Veramente? Ah beh, l’Audi è l’Audi” (che fondamentalmente non vuol dire un… ciglio!)
Ma cosa definisce un marchio l’essere premium?
Esclusività ed originalità del know-how e dei risultati prodotti, qualità dei materiali, innovazione ingegneristica, design curato, meccaniche e parti elettriche efficienti, tecnologie d’avanguardia, affidabilità e solidità dei componenti… il tutto portato ad un livello qualitativo rilevante ed, appunto, vitale per identificarsi con la parola in questione.

Analizzando l’azienda Audi si può notare (facilmente) come alcune di queste caratteristiche vengano a mancare, rendendo un po’ meno “premium” il marchio.

Per sintetizzare velocemente il discorso, si può dire che l’esclusività è ciò che viene a mancare in… praticamente tutto.
Molte parti delle Audi sono condivise con quelle della Volkswagen, l’auto del popolo, e noi sappiamo benissimo che quando una cosa è premium sicuramente non è popolare!

Dal pianale ai motori, da molti optional ad alcune plastiche, l’A3 è semplicemente una golf rivisitata nell’estetica (affatto originale per fanali, linee, mascherina, maniglie… roba presa da tutte le altre Audi: i frontali sono, praticamente, fotocopie)

Inoltre, per dirla proprio tutta sull’aggettivo PREMIUM:

Affidabilità motore: le 10 peggiori secondo la Warranty Direct:
– in seconda posizione troviamo —> AUDI (1 guasto ogni 27 campioni)
– in nona posizione troviamo —> VOLKSWAGEN (1 guasto ogni 52 campioni)

E qui vado ad incidere sull’altro fattore:
2) Estetica

A parte gli interni: tra i più semplici e aridi del mondo (provate solo a fare il paragone con altre case, senza farlo per forza con altre tedesche, e vi accorgerete che è così), la carrozzeria è nient’altro che un semplicissimo copia-incolla (come spiegato prima) alla quale si aggiunge il dono di un design ispirato a quello di una scatola di Acqua&Sapone lasciata negli angoli vicini alle casse. Nonché la solita griglia anteriore ed i soliti fanali.

Perché non è filante, non è sportiva (al contrario di quanto vorrebbe far credere), non è elegante… non è un cazzo.
Perché è una cazzo di scatola.

A questo punto chiediamoci: perché quel 47% ha scelto l’Audi E NON LA GOLF?
E’ vero, la Golf è più anonima come stile… ma almeno HA UN SUO STILE, lo stile golf: tradizionale, efficace, funzionale, che accontenta un po’ tutti i gusti (è la macchina del popolo, la macchina per la massa).
Ve lo dico io perché: I QUATTRO ANELLI.
I QUATTRO BASTARDI, INUTILI, FARABUTTI, DELINQUENTI, VILLANI, CIANCICAGNOCCHI(?), ANELLI.

Perché è la mentalità “stagnante” italiana che fa guadagnare l’Audi, quella mentalità che muove le bocche producendo frasi tipo: “Sai, si è fatto l’Audi…”, “Veramente? Ah beh, l’Audi è l’Audi”.

Ed è la stessa mentalità che se dà +47% ai tedeschi, ne dà un -tantomapropriotanto a noi italiani.

Quante ne avrei ancora da dire.
Quanto dovremmo apprendere dai giapponesi.

Ah, l’Italia! Paese di fighetti a cui piace solo il calcio, la dolce vita e andare in vespa dicendo “ciao” (Eddie Izzard)

Scusate lo sfogo!
Ma questo è il mio articolo e faccio quello che voglio. Gne gne gne.

EHI TU! Ti piacciono le auto? Ti è piaciuto l’articolo? E allora SCHIAFFA un bel MI PIACE su fb, così appena ne uscirà uno nuovo sarai tra i primi a saperlo!
A TU PER TU CON IL LETTORE su https://www.facebook.com/carcanbeart

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SimonDannyPettinella

Comments (4)
  • Alessandro Bertini

    Io ti amo. Non profondamente, molto molto di più. Ti amo clamorosamente tanto. È ciò che penso da non sai quanto tempo. E finalmente uno che abbia le palle di dirlo.

    • simondanny

      Grazie mille! Veramente!
      Avrei ancora mooolto da scrivere… ma non ho affatto voglia di avvelenarmi.

  • Andrea Aller

    sembra un articolo di un bambino che non può permettersi una A3 od una Golf con opinioni personali e comunque opinionabili,soprattutto sul design delle nuove Audi che a quanto pare piacciono in tutto il mondo e personalmente le ritengo mille volte più belle sia dentro che fuori delle attuali fiat-alfaromeo

    • simondanny

      Ti ringrazio per aver letto l’articolo! (tra l’altro è uno dei più lunghi che abbia scritto)
      Sembra… ma non è (che poi non vedo cosa c’entri il fatto del potersi permettere una Golf od una A3. Non potrò mai recensire Ferrari o Maserati per questo ragionamento, anzi, pochissimi potrebbero farlo).
      Che le mie opinioni siano personali mi pare scontato.
      Che le mie opinioni siano opinabili mi pare ovvio.
      Il fatto di metterle su un blog (web 2.0) sta proprio nell’iniziativa del creare dibattiti, conversazioni, scambi di pareri, come appunto stiamo facendo.

      Le Audi vanno fortissimo nelle vendite, il marchio presenta una gamma ampissima e di qualità. Stanno però (a mio parere) marciando troppo, sopra il blasone del marchio.
      Finanziariamente, visti i risultati, fanno bene.
      Eticamente… no.

      Riguardo la mentalità italiana: non ancora riesco a capire perché si dice Alfiat ma non, che so, Audiwagen!

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