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Giappone: più elettrico meno benzina – Japan: more electric less petrol

Perché per le auto normali (dove per normali intendo auto con un motore termico) ci poniamo il problema del consumo e non quello dell’autonomia? Semplice, perché di stazioni di servizio ce ne sono a fiotte… anche troppe per i miei gusti!

Perché invece per le auto elettriche non ci poniamo il problema del consumo ed al contrario ci “spaventiamo” per quello dell’autonomia?
Semplice, perché il numero di colonnine di ricarica (soprattutto in Italia) è così sbalorditivo da far girare il mio gatto, sdraiato sul divano, dal lato destro al lato sinistro. Emozioni incredibili.

Mi viene in mente una domanda: in Giappone, la patria dell’ibrido, quante colonnine di ricarica ci saranno?

La risposta me la dà Nissan (e non con la stessa velocità del mio gatto): i punti di ricarica in Giappone sono circa 40000 contro i 34000 pompe di benzina.

A questo punto Noya (sì, si chiama così) decise di dimostrare tutta la sua meraviglia agitando ben DUE volta la sua coda (sì, insomma… non è proprio un animale “vivace”)

Perché in Giappone credono in loro stessi!

E allora il buon esempio orientale dà i suoi frutti: Tesla, BMW e VW hanno deciso di affidare a ChargePoint la costruzione di una rete di colonnine di ricarica per auto elettriche ed ibride.

La Great Plains Energy ha in mente di costruire 1000 unità di ricarica entro giugno 2015 facendo diventare Kansas capitale dell’auto elettrica!

Già che ci siamo aggiungo anche Nissan, Toyota ed Honda si sono unite per creare una rete di punti di rifornimento per auto ad idrogeno. IDROGENO (e qui Noya addirittura sbadigliò).

In Italia invece non abbiamo una vera e propria rete di colonnine di ricarica.

Abbiamo una colonnina in ogni punto vendita Ikea.
Abbiamo una colonnina in quasi tutti i punti Iper.
Qualche comune si sente all’avanguardia con una colonnina disponibile ogni “cifragrossa” abitanti
Abbiamo un punto Tesla in Lombardia con 12 colonnine Tesla ed una universale.

STOP.

Noya si rigira e si rimette a dormire.

Ah Noya… non capisco se sei più pigra tu… o l’Italia!

P.s. Non ho un gatto.

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Why for normal cars (where normal mean car with a heat engine) we ask the question of consumption and not the autonomy? Simple, because of service stations there are a lot … too many for my taste!

Why instead for electric cars don’t we ask the question of consumption, and otherwise we are “scared” for the autonomy?
Simple, because the number of charging stations (especially in Italy) is so stunning as to turn my cat, lying on the couch, on the right side to the left side. Incredible emotions.
I am reminded of a question: in Japan, the home of the hybrid, how many charging stations will there be?

The answer gives me the Nissan (and not with the same speed of my cat) is: charging points in Japan are about 40000 against 34000 petrol pumps.

At this point Noya (yes, it’s called that) decided to demonstrate all its wonder waving his tail not once but TWO (yes, well … is not just an animal “lively”)

Because in Japan they believe in themselves!

And then the oriental’s good example pays off: Tesla, BMW and VW have decided to entrust ChargePoint building a network of charging stations for electric cars and hybrid cars.

The Great Plains Energy has plans to build 1,000 units of charging in June 2015 by becoming the Kansas capital of the electric car!
While we’re I would also add Nissan, Toyota and Honda have joined forces to create a network of refueling stations for hydrogen cars. HYDROGEN (and here Noya even yawned).

In Italy, however we do not have a real network of charging stations.

We have a charging station in each store Ikea.
We have a charging station in almost all points Hyper.
Some municipality feels forefront with a charging station available each “a lot” residents
We have a point Tesla in Lombardy with 12 charging stations Tesla and a universal.
STOP.

Noya turns around and goes back to sleep.

Ah Noya… I don’t understand if you’re the more lazy … or Italy!

P.S. I don’t have a cat.

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